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Il nuovo concetto del fiore

di Luigi Serravalli

Nelle cose più recenti, Mirta De Simoni ha praticato un avvicinamento all'Action Painting (espressionismo astratto) dove il tempo e lo spazio, o lo spazio/tempo (Zeitgeist) evolvono secondo la scelta degli artisti che qui si cimentano, verso forme concettuali post duchampiane e post pop artistiche. In realtà l'energia diventa il soggetto del dipinto verso quello scatenamento di forze cosi tipico nell'era elettromagnetica o elettronica che sta al post modern come l'era gutemberghiana della stampa a caratteri mobili stava al moderno alcuni secoli fa.
Percorrendo questi territori, De Simoni ha incontrato recentemente, anche il quadrifoglio rosso di Warhol, dove l'inflorescenza si stacca dal fiore di tanta pittura post romantica per trasformarsi in emblema, strappo, insegna, momento, simbolo di una realtà cromatica ormai spiazzata, fuori dalla sua tradizione, forse solo ornamentale, oggetto di consumo schematizzato, violento che tuttavia persiste in un nuovo tipo di società. Un percorso cioè dall'action painting ad una specie di new realism al quale possono avere anche contribuito i freddi ed immensi giardini tropicali di Singapore che la De Simoni ha fissato nella retina, durante un suo recente soggiorno in quelle contrade. Giardini astratti (ben diversi, per esempio, da quelli dell'isola di Meinau sul lago di Costanza, dove folle di tedeschi scaricano ogni estate i resti di intramontabili romanticismi, come è nella loro natura).
In quadri anche di notevoli dimensioni la De Simoni propone così un solo fiore, reso già concettuale dalla nuova estensione dove la pur attenta lettura tende a sperdersi nella desueta dimensione che finisce per concettualizzare l'argomento. Questa nuova realtà ipertrofica d'un episodio botanico, altrimenti quasi irrilevante per l'"usura" dell'abitudine e dell'incontro, risulta dunque fuorviante in senso duchampiano e non sai se leggere questo botanico furore come si è usi fare con le piante oppure come se ti trovassi di fronte (che so io ?) addirittura ad un nuovo tipo di paesaggio, vario per episodi e naturale per estensione. Insomma non leggi più l'inflorescenza come ci porterebbe a fare una inveterata abitudine, ma l'"oggetto" della tua attenzione diventa la stessa pittura: le continue scoperte di segno e colore che accompagnano il dominio di questa inventata rappresentazione.
Così il flusso mentale ci porta a mescolare vecchie suggestioni, ancora legate alle prime fotografie o allo stesso periodo del grande impressionismo, con nuovi sussulti, vicini ai colori dello schermo televisivo, dove la banda elettromagnetica della vista umana, ormai quotidianamente e continuamente, si confonde con la banda delle onde dell'Home video, appunto, a colori, riportati però con i mezzi del disegno e le tinte di mesticheria comune anche se, dall'artista, liberamente rielaborate.
De Simoni studia così nuovi possibili e li propone alla fruizione, giocando sulle nostre recenti sensibilità, rispetto ai segni ed ai cromatismi dove si concepisce la pittura come eterna ricerca, andando avanti e, magari, in certi casi (velature) anche tornando indietro. Lavoro vigile e cosciente che merita la nostra attenta lettura ai fini di una partecipe decrittazione.

febbraio 2000

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